Profilo della Missione:
Il Burkina Faso (ex Alto Volta) comprende un territorio nella fascia del Sahel, cioè la zona a grande rischio per le frequenti siccità. La capitale è Ouagadougou.
Il villaggio:
Situato a 25 Km a nord-est di Bobo-Dioulasso, sulla strada nazionale Bobo-Dédougou, il villaggio di Kwentou fa parte del Dipartimento di Bobo-Dioulasso; è sorto verso la fine del 19° secolo. Kwentou è servito dell’unica ferrovia costruita nel 1938 con la collaborazione degli abitanti.
Il villaggio è sorto ai bordi del Marigot Wolo, in una valle che comprende zone verdi, campi e terre non utilizzate (brousse). Il clima della savana ritma la vita con una stagione umida da maggio a ottobre e una stagione secca da novembre ad aprile. Così nella stagione piovosa il paesaggio rinverdisce e si intensificano le attività agricole. L’agricoltura è l’attività economica di base ed è l’unica risorsa degli abitanti. La sua stretta dipendenza dalla stagione umida limita le attività ad un periodo che varia da sette a otto mesi. In mancanza di attività secondarie la stagione secca segna un periodo di inattività. Solo il 9% della popolazione sa sfruttare il periodo di inattività e sono gli allevatori e i catechisti. Poiché gli abitanti si occupano di agricoltura, anche i bambini e le ragazze spesso restano lontani dalla scuola per i lavori agricoli. Così si spiega il grande tasso di analfabetismo che si riscontra soprattutto nei villaggi dislocati.
Questa situazione spinge spesso i giovani a cercare lavoro altrove: essi migrano periodicamente in Costa D’Avorio presso i parenti.
Anche le giovani abbandonano i villaggi diretti verso la città dove corrono gravi rischi sociali e morali.
Ecco perché le suore di Maria Consolatrice, giunte a Kwentou nel 1991 su invito del Vescovo Mons. Anselme Sanou, dopo alcuni anni di osservazione della realtà locale e dopo alcune esperienze, hanno scelto di promuovere corsi di formazione specifici tramite il Comitato di Collegamento di Cattolici.
Motivazioni ed elementi generali del progetto:
Noi della Missione vogliamo realizzare il progetto sullo stesso territorio della missione. La ragione è che già disponiamo di un laboratorio costruito a questo scopo. Inoltre possiamo assicurare agevolmente l’alloggio a coloro che saranno in formazione.
Questo progetto è di nostro grande interesse perché, nella direzione dello sviluppo e della nostra presa in carico dell’auto-sviluppo, è meglio “insegnare a pescare che dare il pesce”. Così, a parte le attività agricole che durano da noi circa cinque mesi l’anno al massimo, per il resto del tempo le persone non hanno praticamente nulla di cui occuparsi, per mancanza di formazione professionale e di strumenti materiali o finanziari.
I destinatari del progetto sono dunque la parte giovane della popolazione, di cui la maggioranza è ancora analfabeta o disoccupata. Per coloro che non hanno avuto la fortuna di poter andare a scuola, sarà un’occasione per rendersi utili alla società sapendo lavorare il legno. Per coloro invece che hanno studiato ma non hanno avuto la possibilità di un lavoro, l’istruzione professionale sarà di aiuto ad ottenerlo.
I mezzi di cui disponiamo attualmente sul posto sono il locale e un po’ di materiale di prima necessità per la falegnameria. Il centro di formazione iniziale è stato chiuso per carenza di finanziamenti che permettessero d’acquistare le materie prime, cioè il legno ed altro materiale. Certamente il vostro progetto sarà di grande aiuto in tal senso.
Noi prevediamo un periodo di formazione della durata di almeno tre mesi. Così potremo occupare una parte del tempo libero del mondo agricolo che va dalla raccolta alla stagione successiva, di almeno quattro mesi. Questo per l’avvio del centro. Quando invece avremo la manodopera qualificata sul posto, con una buona domanda di prestazioni, noi contiamo di far funzionare il centro sei mesi l’anno. |