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Avvenire

SAHEL, CON IL SOSTEGNO DELLE IMPRESE
ACQUA E CORRENTE NEI VILLAGGI

Un ponte tra l’Africa e le imprese italiane. Dal 1992 lo sta costruendo l’associazione «Comitato di collegamento di cattolici per una civiltà dell’amore», fondata con l’obiettivo di favorire lo sviluppo socio-economico sostenibile nel Sud del mondo. Il sodalizio, che opera in collaborazione con gli istituti missionari presenti in oltre 40 nazioni e col sostegno di imprenditori e istituzioni, ha finanziato finora oltre 30mila microprogetti.

In particolare, in collaborazione con il Ministero degli Esteri e la Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel – un’iniziativa fortemente voluta da papa Wojtyla dopo la sua prima visita in Africa e che tra il 2005 e il 2008 ha finanziato 780 progetti per circa 9 milioni dollari –, l’associazione punta a coinvolgere imprenditori italiani, che già operano nel continente africano, in progetti di cooperazione. Nel 2008 ne sono stati realizzati sei, in Burkina Faso e in Senegal. Sono microinterventi, a volte del valore di poche migliaia di euro, che hanno una ricaduta importante sulla vita delle comunità e dei villaggi. Per esempio, a Noaka, un centro di 1.500 abitanti in Burkina Faso, è stato costruito un mulino per macinare i cereali a beneficio di una microimpresa gestita da donne. Tredici organizzazioni femminili, di altrettante parrocchie della diocesi di Dedougou, sempre in Burkina Faso, sono invece le beneficiarie di un’iniziativa per la promozione di attività imprenditoriali, capaci di generare reddito per le famiglie.

«Con il coinvolgimento del mondo imprenditoriale italiano – spiegano al Comitato di collegamento di cattolici per una civiltà dell’amore – vogliamo creare nuove sinergie per avviare una cooperazione efficace direttamente in loco, favorendo lo sviluppo di nuove opportunità in cui le molteplici risorse e ricchezze degli africani possano giocare un ruolo di primaria importanza. L’avvio di questi progetti genera quindi lavoro, risorse e sviluppo, tutti fattori positivi sia per il territorio beneficiato sia per le imprese coinvolte».

In occasione del Natale l’associazione ha inviato a trecento imprenditori una lettera per sollecitare l’adesione e il sostegno a nuovi interventi in Senegal e Mauritania. Si tratta soprattutto di progetti per opere idriche e per la realizzazione di impianti fotovoltaici per far arrivare l’energia elettrica nelle case e nei villaggi. In tutto, è stato chiesto sostegno per un importo di circa 90mila euro. «In queste zone – ricordano i promotori dei progetti – sono alti i rischi di malattie legate al consumo di acqua insalubre, poiché molte famiglie utilizzano l’acqua recuperata dalle pozzanghere o dai rigagnoli. Nei villaggi dove non esistono pozzi gli abitanti, solitamente le donne, devono percorrere ogni giorno molti chilometri per rifornirsi di acqua per il consumo familiare. La mancanza di acqua porta con sé anche scarsa igiene e causa malattie che colpiscono i più deboli, soprattutto i bambini».

Il Comitato di cattolici per una civiltà dell’amore sollecita gli imprenditori italiani a investire in microprogetti.

Paolo Ferrario (Avvenire del 03/01/10)